La traduzione e l’arte scenica



Come accennato nel precedente articolo I giochi di parole sono veramente un gioco da ragazz*? ed in preparazione alla prossima diretta con Paola Stella, la personificazione dei personaggi e la loro rappresentazione risulta essere essenziale per il traduttore-attore letterario, di palcoscenico e/o di testo scritto, così portando a numerosi studi nel campo della teoria della traduzione.          

MA QUEL È LA RELAZIONE TRA UN TRADUTTORE E UN ARTISTA?  

Si pensi al proprio corpo come una sceneggiatura che, nel suo insieme di codici verbali e non-verbali, debba essere trasposta e tradotta per un pubblico incuriosito e affamato di bellezza da palcoscenico: biologia e lingua, anatomia e retorica sembrano essere così unite tra loro da aver spronato numerosi linguisti a studiare e spiegare il sistema linguistico attraverso l’anatomia; già nel 1966 Ferdinand de Saussure descriveva la lingua come “the domain of the articulation: Each linguistic term is a member, an articulus in which an idea is fixed in a sound and a sound becomes the sign of an idea” (in Brinzeu/Parlog, 2007:12).   


Quando gli uomini comunicano, fanno uso non solo di parole, ma anche di movimenti fisici: secondo Ribbens e Thomson (in Brinzeu/Parlog, 2007:45) gli atti comunicativi consistono 50% in gesti e postura, 40% nel tono della voce e 10% nelle parole effettivamente pronunciate.           
Il linguaggio del corpo dispone dunque di un vasto vocabolario che può essere trasmesso attraverso il nostro viso, il nostro sguardo, le mani, i piedi; elementi paralinguistici come la postura, la prossemica e la distanza possono avere un valore espressivo (per denotare rabbia o malattia), comunicativo (per comunicare o segnalare qualcosa), simbolico (per introdurre riti più o meno formalizzati, come saluti e convenevoli), funzionale (per giustificare un approccio fisico) o linguistico (solitamente usato nell’ambito della lingua dei segni) quando utilizzati insieme alle parole vengono chiamati Illustrators: “They translate, complete or contradict the verbal text, add attitudinal or emotive meanings, provide clues about how the information is being understood, and offer feed-back“ (Parlog/Brinzeu/Parlog, 2007:45-46).     

LA TRADUZIONE COME ARTE SCENICA     

La TextBewegung, da Text, testo, e Bewegung, incontro/movimento, è oggi oggetto di studio nel campo della didattica e della teoria della traduzione, come riportano Schindler e Zepter (2017:15), tant’è che a seguito di questi progetti di ricerca si è scoperto come le risorse cognitive e corporee siano strettamente collegate alla scrittura creativa e all’esperienza teatrale (cfr. Brinzeu/Parlog, 2007:11).
Attraverso differenti stimoli le nostre esperienze estetico-creative di scrittura, espressione e riproduzione vengono combinate tra loro producendo così un’ampia varietà di traduzioni di testo (cfr. Schinlder/Zepter, 2017:15), basti pensare alle differenti traduzioni possibili di un testo e alle variazioni di un balletto classico.    
Infatti, secondo gli stessi Schinlder und Zepter (2017:16) la teoria della TextBewegung si basa su tre pilastri: l‘improvvisazione, primo libero tentativo di espressione sulla base di un primo approccio; la rielaborazione e lo sviluppo, dunque l’analisi delle intenzioni comunicative e il perfezionamento della strategia utilizzata in prima fase; la performance, la presentazione ufficiale.        
Come si può facilmente notare, queste tre fasi paiono fare riferimento al processo di elaborazione di uno spettacolo teatrale, recitativo o danzante, in cui i registi possono essere pensati come autori, gli attori/ballerini come i traduttori che seguono il testo e le direttive per rappresentare al meglio i personaggi sul palcoscenico del testo dopo numerosi tentativi e altrettante prove.    

SE LA TRADUZIONE È DUNQUE UN’ARTE, QUANTO VI SENTITE ARTISTI? 

         

RIFERIMENTI :      
Brinzeu Pia/Parlog, Hortensia (2007): Translating the body, Lincom Europa, München.

Schindler, Kirsten/Zepter, L. Alexandra (2017): TextBewegung. Sprach- und Bewegungsaufgaben entwicklen, erproben und evaluieren, Peter Lang Edition, Frankfurt am Main.

Zepter, L. Alexandra (2013): Sprache und Körper. Vom Gewinn der Sinnlichkeit für Sprachdidaktik und Sprachtheorie, Peter Lang Edition, Frankfurt am Main     


Articolo di Virginia di Padua

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