Essere freelance è sinonimo di libertà, o almeno è ciò che crediamo.
Certo, è entusiasmante poter decidere in autonomia quando lavorare, con chi collaborare, quale sarà e dove si troverà la tua postazione di lavoro, e perfino quante pause caffè concederti durante la giornata.
Ma… è davvero così?
Beh, risulta difficile credere a questa affermazione quando hai progetti urgenti da terminare, dieci email che attendono risposta, fatture dimenticate ancora da emettere, nuove idee da mettere a fuoco.
E intanto sono già le 21.00 e tu sei ancora davanti allo schermo del computer, in pigiama e stai cercando di ricordare se oggi hai mangiato o bevuto.
Quando si lavora come liberi professionisti la difficoltà principale, ma anche quella spesso più sottovalutata, riguarda il riuscire a strutturare la giornata di lavoro in modo sostenibile, senza perdere la bussola.
Noi conosciamo bene questa difficoltà e, negli anni, abbiamo imparato (almeno un po’) a gestirla. Ti offriamo quindi, in base alla nostra esperienza, alcuni spunti su come organizzare il tuo lavoro da freelance.
Ok, hai identificato i tuoi momenti di maggiore produttività, e ora?
Adesso puoi passare all’organizzazione vera e propria della tua giornata lavorativa. Un metodo molto funzionale è quello di dividerla in 3 blocchi:
Lascia sempre libero uno spazio di respiro, evita di riempire la giornata al 100%. È fondamentale mantenere sempre un po’ di margine per eventuali imprevisti, richieste improvvise (o anche per dare spazio a quel cliente che ti chiama fin troppe volte!).
E se la tua giornata non si svolge in un solo luogo (ad esempio se ti tocca spostarti per lezioni, appuntamenti e riunioni in presenza), considera sempre i tempi di spostamento. È un errore comune sottovalutarli e fissare appuntamenti a raffica, senza respiro.
Quanto agli strumenti utili per la pianificazione della giornata lavorativa, non ne esiste uno “perfetto per tutti”. Ognuno può usare quello che ritiene più funzionale: Google Calendar, Notion, Trello, o anche una semplice lista su carta.
L’importante è usare questi strumenti con costanza.
Qual è il nemico numero uno della nostra produttività?
Incredibile, ma vero: spesso siamo proprio noi stessi a sabotarla.
Apri Instagram “per staccare un po’” e ti ritrovi mezz’ora dopo a guardare video su come preparare «il panino perfetto per l’estate con soli 3 ingredienti».
Notifiche, social, mille stimoli digitali… tutti elementi che si scontrano con la concentrazione.
Per questo, ti suggeriamo di ritagliarti dei blocchi di lavoro ben definiti, come se fossero appuntamenti inderogabili con un cliente.
Puoi anche usare tecniche come il Pomodoro (25 minuti lavoro, 5 minuti di pausa) o cicli da 90 minuti. L’importante è costruire zone temporali di lavoro sacre, in modo da gestire lo stress in maniera ottimale nei momenti in cui la mole di lavoro è più alta.
Lavorare tutti i giorni 8 ore filate è sicuramente il modo migliore per svuotarsi e giungere dritti dritti al burnout.
Il tuo cervello necessita di pause per restare performante.
Come fare? Cerca di staccarti dalla sedia almeno ogni 90 minuti, sgranchisciti un po’ le gambe e, soprattutto, idratati (l’hai dimenticato anche oggi, vero?).
Durante le pause più lunghe, invece, concediti una breve passeggiata o fai un po’ di stretching per riattivare i muscoli.
La tentazione di voler fare tutto da soli è comprensibile, ma spesso si rivela controproducente. Essere freelance non vuol dire doversi dimostrare onnipotenti.
Bisogna imparare a distinguere su cosa ha senso focalizzarsi, cosa è possibile delegare ai colleghi, cosa rimandare e cosa, invece, è meglio lasciar andare.
In questi casi, è utile chiedersi: questa attività che non riesco a gestire è davvero importante? Porta davvero valore? È urgente o prioritaria?
Soprattutto all’inizio, si tende ad accettare qualsiasi proposta pur di lavorare. È necessario invece fermarsi a riflettere: dove e come voglio investire le mie energie? Qual è la direzione in cui voglio andare?
Non esiste una giornata ideale da freelance. Ogni giornata ha il suo ritmo, i suoi imprevisti, le sue sorprese. La vera sfida è trovare un equilibrio tra produttività, obiettivi e benessere.
Ciò che è certo è che una buona organizzazione ci aiuta ad avere rispetto di noi stessi e dei nostri tempi, a lavorare in maniera sana e consapevole, proteggendo e indirizzando in modo ottimale le nostre energie.